Un giovane guerriero, mai battuto, andò a sfidare un vecchio maestro zen. Non usò la spada: lo insultò per ore, cercando di provocare in lui rabbia o paura.
Il maestro non si mosse. Non rispose. Rimase sereno.
Il giovane, esausto, se ne andò.
Gli allievi chiesero: «Come hai fatto a non reagire?»
Il maestro rispose:
«Se qualcuno ti offre un dono e tu non lo accetti, a chi resta il dono?»
«A chi l’ha offerto.»
«Le offese sono così. Se non le accetti, restano di chi le ha lanciate. Tu non sei obbligato a prenderle.»
Il punto da portare a casa: La rabbia dell’altro è un pacchetto. Puoi aprirlo e farti male, o puoi lasciarlo dov’è. La scelta è sempre tua.

