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Raccontarsi e scoprirsi giorno per giorno; registrare appunti, riflessioni, dubbi, notizie, sentimenti, emozioni, sogni, idee e cose apprese.

Avere uno strumento, un canale di comunicazione in grado di essere raggiunto e facilmente utilizzato in sicurezza da tutto il mondo.

Costruire parole vive su un foglio di carta bianco, riempire con la tua storia un monitor e provare a dipingere quei colori che senti vivere dentro di te.

Parlare di mondi interiori, ricercare il bello e condividerlo con altri.

Tutto questo è: | .:.PeOPLeInSiDE.:. IT | Mondi Interiori | .. dentro le persone ..MarcoBorla_piccola .:.PeOPLeInSiDE.:. IT nasce dopo varie evoluzioni da spazi offerti gratuitamente evolvendosi poi come vero dominio nell’aprile del 2007 dove, i suoi contenuti vengono spostati nel primo servizio di hosting non più gratuito. Da qui in avanti il blog andrà sempre più evolvendosi aumentandone i servizi e le sue funzionalità.

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A tutti buona navigazione!

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Il valore di un sorriso


Valore di un sorriso

Donare Un Sorriso
Rende Felice il Cuore.
Arricchisce Chi lo Riceve
Senza Impoverire Chi lo Dona.

Non Dura Che Un Istante
Ma il Suo Ricordo Rimane a Lungo.
Nessuno è Così Ricco Da Poterne Fare a Meno
Né Così Povero Da Non Poterlo Donare.

Il Sorriso Crea Gioia In Famiglia
Dà Sostegno Nel Lavoro
Ed è Segno Tangibile Di Amicizia.

Un Sorriso Dona Sollievo A Chi è Stanco
Rinnova il Coraggio Nelle Prove
E Nella Tristezza è Medicina.

E Se Poi Incontri Chi Non Te lo Offre
Sii Generoso e Porgigli il Tuo:
Nessuno ha Tanto Bisogno di Un Sorriso
Come Colui Che Non Sa Darlo.

P. John Faber

MarcoBorla_piccola

Le parole

Le Parole

Piccoli fiocchi accesi nella notte, scintille che vengono giù lanciando un loro messaggio luminoso nel buio.

Sono le parole, Cadono e ricoprono come un manto palazzi, vie, semafori: tutto quello che ha un nome e di cui si può parlare.

E noi del mondo tratteniamo solo quel velo, quelle forme disegnate. Mentre le cose prima o poi si usurano o cambiano proprietario, le parole rimangono con noi finchè siamo capaci di pensare, così sarà bene rispettarle e tenercele care: le parole sono tutto quello che abbiamo. Sono anche tutto quello che possiamo ancora avere: basta accostarle, scostarle, scambiarle per schiudere spiragli sull’infinità delle loro combinazioni. Si tratta di un infinito sorprendentemente personale: ogni parola è una scelta, il primo passo di un bivio. Ogni frase è fatta di più passi, ed è una strada. Ogni libro ci porta di frase in frase, ed è un viaggio. E chi può contare tutti i viaggi possibili? Ma sarebbe triste se i percorsi delle parole fossero solo fughe in avanti: ci sono modi per far sì che lungo il cammino degli anni ci capiti, qui e là, l’occasione di rincontrare noi stessi. Il più sicuro è fare amicizia con i libri appena possibile.

Se cominciamo a leggere da giovani, pur lasciandoci influenzare dagli scrittori, possiamo contaminare la fantasia delle loro storie con la nostra: siamo costretti a farlo per capire personaggi situazioni, per supplire con l’immaginazione alla poca esperienza del mondo. Il bello è che poi, quando con il tempo le esperienze arriveranno davvero, saranno arricchite da quei barlumi di fantastico che noi stessi avevamo donato alle parole lette una volta. Insomma: avremo più probabilità di ritrovare noi stessi e la personalissima magia della nostra gioventù nei libri che leggeremo da adulti.

E se la semplice successione di caratteri stampati di un libro è uguale per tutti, quel tocco di fantastico è invece fortemente nostro, ci racconta di noi, ci dice di più su come eravamo, moltiplica le strette di mano o i rimbotti che possiamo darci nel tempo. Le parole che decidiamo di usare per comunicare con gli altri o per organizzare pensieri, ricordi ed emozioni contengono così tanto di noi perché sulle parole esercitiamo continuamente le nostre facoltà di scelta. E proprio la presenza di mille e mille mondi personali dietro il velo delle parole rende tanto più miracolosa quell’impressione che a volte proviamo, quella di leggere frasi che bruciano silenziosamente dall’urgenza di dirci qualcosa. Sembrano rivolgersi a noi, e volerci parlare della nostra vita. Chiedono di accompagnarci. C’incamminiamo insieme a loro sotto la nevicata e i nostri passi suonano sempre meno pesanti, finchè le inseguiamo staccandoci da terra e vediamo le cose rimpicciolirsi lontane. Poi passiamo attraverso una superficie trasparente e ci rendiamo conto di aver trascorso questi minuti in una palla di vetro, si, di quelle con la neve finta.

Ecco, questo non è il mondo ma un mondo: è solo uno scritto che finisce così, chiudendosi e scintillando grazie alle parole, sottili e grate, visitatrici dell’universo interiore di ognuno di noi!

tratto da Smemoranda 16 mesi 2004.
MarcoBorla_piccola
 
 
 
 
 
 
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