
In questi giorni due fonti diverse mi hanno donato un po’ di magia e sogno. La prima è stata la serie Fate: The Winx Saga su Netflix: mi ha regalato calore, emozione, un po’ di turbamento per alcune scene più forti. La seconda è stata la scoperta di un luogo che non conoscevo: Forest City. Forse ho mescolato realtà, fantasia e un pizzico di magia.
Dopo tutto questo è arrivata la tempesta: poche persone intorno a me hanno scatenato rabbia e controllo. Le loro domande sembrano richieste alle quali non è permesso rispondere liberamente; se la risposta non coincide, si accendono ricatti e battaglie guidate da odio e aggressività. Pensandoci bene, anche nel mondo esterno la sete di controllo e potere sembra prevalere.
Nel 2026 sono attese altre restrizioni alla libertà, soprattutto sulla rete, ma poi anche nella vita reale. Dopo la pandemia le persone sono cambiate: per me è stata artificiale e programmata. Ho visto da vicino i primi importanti restringimenti della libertà, ancora prima che arrivassero a tutti.
Oggi, alla rabbia contro di me ho risposto con un sorriso, perché non volevo cadere nella contagiosità di chi provoca. Quel sorriso, però, è stato interpretato come derisione, e riconosco che non è stato l’atteggiamento migliore.
Quando ci si sente sotto attacco, mantenere calma e consapevolezza è difficile. Non dico impossibile, ma complicato. L’assertività sarebbe stata utile, ma in quelle situazioni non è facile attingervi.
“Mi dispiace percepire questa rabbia verso di me. Mi dispiace che ti senti così nei miei confronti… che mi racconti come un fannullone o qualcuno che si prende gioco degli altri. Mi dispiace nei toni, negli atteggiamenti, nelle espressioni di nervosismo.”
I giudizi li diamo sempre sugli altri, mentre ci guardiamo poco, soprattutto mentre critichiamo. Ognuno pensa di avere ragione.
Abbiamo tutti molto su cui lavorare, e non perché qualcuno ci impone di farlo, ma perché riflettere e imparare dai conflitti è un percorso continuo. Io non smetto mai di provarci.


La mia vita — e forse non solo la mia — in questa società moderna sembra sempre più lontana dalla natura. Ci siamo riempiti di paure, di influenze esterne, e nel mio caso anche di violenza, freddezza e malessere: il malessere che alcune persone portano dentro di sé e riversano sugli altri. A volte sembra tutto un disastro.
Trovo un po’ di sollievo nella serie che ho visto e nell’idea di una Forest City reale, mescolata a fantasia: un equilibrio tra uomo e natura, nel rispetto delle persone. Perché ormai, ci rispettiamo troppo poco.