Mancano meno di 50 ore ed il mese di marzo 2026 sarà passato.
Sento che dentro di me c’è una ferita che si aggiunge alle altre, e che fa male.

Pochi giorni fa è venuto a mancare Gino Paoli. Aveva raggiunto un’età avanzata, con tutti i problemi di salute che questo comporta, eppure mi manca.
Come può mancare qualcuno che non hai mai incontrato?

Forse la spiegazione è che non tutti gli incontri avvengono fisicamente. La sua voce, le sue parole hanno accompagnato estati di diversi anni fa, e la sua musica continua a essere presente nella mia realtà, sia nei giorni prima della sua scomparsa sia ora. La nostra presenza è energia che in qualche modo diffonde vibrazioni e respiri unici.

Questo buio profondo che sento è un malessere fatto di ferite e sfumature diverse. Il tempo passa e, nell’ultimo anno, percepisco un peggioramento della mia qualità della vita. Prima di tutto un problema di salute alle orecchie, per cui non ho trovato una soluzione — e sembra non esserci — e poi, oltre a questo, sento che ci sono altri aspetti importanti: segni del tempo e della mia storia ma anche l’energia di ciò che mi circonda.

Oggi è buio profondo. In questi giorni, salite e discese.

Qualche giorno fa ho scritto sul mio blog un post intitolato “Arrivederci Gino Paoli”. Subito dopo averlo pubblicato mi sono chiesto se quell’arrivederci fosse adatto.

Questa sera ho scoperto che, in un suo brano, Autunno (verso la fine, al minuto 4:04), dice: “quando me ne andrò dimmi arrivederci”.
E ancora: “Ritornerò ogni volta che ti sentirai sola, ritornerò ogni volta che ti fa male il cuore”; parole che mi risuonano molto in questo buio, mentre lo ascolto.

Queste parole mi ricordano il calore dei testi e della musica di Renato Zero.

Ricordo che Gino Paoli, in un’intervista, diceva che questo mondo non gli piaceva più, perché sentiva che mancava la bontà.

Forse è anche questo che fa male: pensare che una voce così, una sensibilità così, non sia più qui.
Mi accorgo che cerco ancora quella poesia nell’aria, come se potessi in qualche modo raggiungerla, come se fosse possibile un contatto sottile, quasi magico.

Come se potessi ancora collegarmi a lui e chiedergli aiuto: a portare un po’ più di poesia, un po’ più di energia buona, qui.

La leggerezza e la magia che vivo nei suoi testi e nella sua voce continuano ad esistere e, forse è proprio lì che posso ancora incontrarlo o forse ad attirarmi è il messaggio, l’energia, una voce calda, la storia e una realtà di altri tempi.

Questo buio passerà…

Categorie: Blog

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