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Albergo ad ore ( H. Pagani) Gino Paoli – Pino Tafuto Piano
La canzone Albergo a ore è la versione italiana di Les amants d’un jour, brano francese scritto da Claude Delécluse e Michèle Senlis (testo) e Marguerite Monnot (musica), portato al successo da Édith Piaf nel 1956. L’adattamento italiano fu curato da Herbert Pagani, che lo pubblicò come lato B del singolo Cento scalini/Albergo a ore nel 1969.
Storia e Significato
La narrazione segue il punto di vista di un barista di un albergo a ore che, abituato alla routine di coppie anonime, rimane colpito dall’arrivo di due giovani amanti “puliti, educati” e “dipinti come santi”. Il narratore offre loro la stanza migliore e le lenzuola più nuove, ma al ritorno scopre la tragedia: i due si sono tolti la vita insieme, lasciando solo i loro corpi nel letto. Il testo affronta temi rivoluzionari per l’epoca, come l’amore fuori dal matrimonio e il suicidio, trattati con pudore e senza giudizio.
Censura e Interpretazioni
Il brano subì pesanti censure e non fu trasmesso in radio e televisione per anni a causa della sua tematica scabrosa, diventando però un cavallo di battaglia nei concerti dal vivo. Oltre a Herbert Pagani, la canzone è stata interpretata da artisti come Gino Paoli (che la incise già nel 1969) e Milva. In alcune versioni alternative, come quelle di Leopoldo Mastelloni e Paolo Rossi, la coppia è esplicitamente omosessuale, ampliando il tema dell’amore “impossibile” o emarginato. Il finale vede il barista rifiutarsi di dare la chiave della stanza numero tre a nuovi ospiti, trasformando il luogo in un memoriale silenzioso.

Quando ti rivedrò – Gino Paoli (tema)
Arriva Quando ti rivedrò, ultimo brano di Gino Paoli, doveva cantarlo con Vanoni
[Ansa]
23 settembre 2026

