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Posso farcela (Hercules)

“Sentirmi un mostro” per delle cose sentite o vissute. << Figliolo, non farti abbattere dalle cose che quelli ti hanno detto>> << Ma papà, io provo ad adattarmi, dico davvero, ma non ci riesco. A volte mi sento come se non facessi parte di qui, come se dovessi fare parte di un posto diverso >>.

Hercules, Disney

Oggi mi sento così; mi sono svegliato con un medio lungo sogno che mi ha fatto sentire screditato, fallito e giudicato in una dimensione ingiusta e totalmente sbagliata per me. Mi sono svegliato con la canzone di Hercules nella testa, sentita già in questi giorni in cui l’avevo ricercata.

Per fortuna la mattina si svolge togliendomi un peso e una preoccupazione che da un problema si è trasformata in un piccolo incasso da ritirare.

Hercules – Posso Farcela (Go the Distance)

Hercules OST “Go The Distance” by Michael Bolton

7 gennaio 2021

L’Epifania tutte le feste porta via!
Il precedente 2020 è stato un anno particolare e sono ormai 12 mesi di pandemia covid-19.

Benvenuto 2021 anche se ho l’impressione sarà un anno freddo; spero di sbagliarmi!

Il precedente anno ha salutato il nuovo con un video che ho trovato preoccupante: ormai i robot sono arrivati a sembrare esseri viventi e si muovono con estrema agilità ed intelligenza. Tutto questo molto bello fino a quando la presentazione è un ballo, ma al di là di questo sappiamo come in genere le migliori tecnologie vengono impiegate, anzi, da dove nascono…

… Qualche settimana fa’ ho scoperto che Internet è nato come strumento militare. Forse uno strumento di comunicazione troppo potente per essere dato in mano al “popolino” e quindi negli ultimi anni si sono attivate restrizioni e algoritmi automatici di censura.

Per me che non lavoro non cambia molto il 7 gennaio ma per molti si risolleva il peso sulle spalle; si accorcia il sonno e riprende il tran tran.

Alla fine sei volata via, Piera

Alla fine è volata via… Tra rabbia e dolore che ho sentito in questi giorni.

Non mi sembra ancora vero e i 90 anni non sono comunque una grossa attenuante per sentirmi meglio.

Gli ho scritto l’ultima cartolina quest’estate. Ora non ci sarà più il “telefono a zia Piera” oppure passo a trovarla. È così la vita… Gli volevo bene e ho dei magici ricordi di me e lei quando andavo in montagna a Sause e facevo una vita semplice senza tecnologia.

Giocavamo alla fontana, facevamo la nostra passeggiata al pomeriggio e si faceva una bella salita.. che a pensarci ora.. mia zia era davvero forte, donna di altri tempi con l’arte del cucire e della passione per la montagna.

Era schietta, come mi diceva spesso: ti diceva quello che pensava senza tanti giri di parole.

Per chi l’ha vista da fuori era un’anziana ma dietro a quel volto consumato dal tempo, c’era molto di più. Fa male.. già.. perché mi manca e mi mancherà ancora di più quando mi accorgerò che il suo numero squilla o vuoto o che non risponde più la sua voce.

Mentre te ne vai

C’è questo dolore dentro che ancora non si è del tutto acceso perché i pensieri non sanno dove andare e l’animo non vuole credere.

Prima o poi sarebbe accaduto che mi avresti e ci avresti salutato lasciandoci all’avventura di questa vita moderna, così diversa dalla tua che è fatta di altri tempi (1930).

Rosse e vive bacche come i ricordi e le emozioni che ho accanto a te, cara zia Piera.

Mentre scrivo sei ancora qui e tutto intorno mi fa arrabbiare quello che vedo e percepisco ma mi sento impotente… mi sento bloccato e incredulo e qualcosa brucia dentro.

Sono incredulo e anche addolorato di questa trasformazione della vita. Ti voglio bene.

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L’interruttore emotivo

All’improvviso arriva il temporale emotivo, accende la rabbia in uno dei due individui che ho vicino e, come un cero, l’uno accende l’altro. L’aria si fa elettrica.

Si alzano le voci e come lampi e tuoni ci sono degli scontri. Rabbia, sfide, prese di potere, ricatti… è lotta!

Dopo qualche minuto mi stavo sentendo male, anche se non ero direttamente coinvolto: patisco i temporali!

Li conosco bene questi fulmini, anche se non mi fanno bene, li sento. Noto la voce che prevale di più, noto la seconda che comunque non vuole farsi prevaricare!

C’è un interruttore, mi accorgo di un interruttore che scatta e che, in qualche modo, fa perdere il controllo. È un interruttore che abbiamo dentro.

C’è nell’aria e nell’interiorità la voglia di fare più male dell’altro, di distruggere l’affronto, di fare pentire “il nemico” di aver attaccato o di aver sfidato il tuono del controllo.

C’è aggressività. C’è distruzione. C’è un forte scontro difficile da arrestare; nessuno molla “la presa”.
Con il tempo ho assorbito queste energie. Ci sono spesso temporali qui.

L’interruttore emotivo, è lui che regola l’emozione! Riconosco che non è ovunque tempesta e che ci sono degli angoli di paradiso che hanno tutt’altra energia!

Riconosco quanto cattive e violente siano le saette che si scontrano tra loro e quanto in basso colpiscano.

C’è un io migliore in tutto questo, bisognerebbe solo regolare l’interruttore. C’è saggezza e amore in noi, se lo vogliamo; nessun mio, nessun tuo, nessun peggiore o migliore ma nostro.

Passata la tormenta si ricrea finalmente la calma.
Che azzuffate, mi viene da pensare!

Non è mai troppo piacevole quando “il tempo si guasta”.

I danni del temporale non passeranno in fretta ma ci vorrà il suo tempo. Alcune volte purtroppo i danni possono essere anche permanenti ovvero non riparabili.

Parte tutto dall’interruttore emotivo che regole l’energia dei flussi energetici e sentimentali che scorrono in noi!

Mi accorgo così che tra le tante energie che possiamo prendere ci sono frequenze migliori della tempesta.

C’è di meglio del desiderare di fare più male, di essere i più forti e quindi di invocare la distruzione.

La risposta è l’iniziare a chiedersi come possiamo essere migliori, quale sia il vestito che (ci) vuole più bene.

Potrebbe essere più importante essere rispetto al vincere.
Mai perdere noi stessi e i nostri valori.

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