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Inizio 2022: il nuovo anno

Il saluto del 2021 e l’arrivo del 2022 quest’anno ha visto diversi fuochi d’artificio e lanterne che si sollevavano in cielo mentre i numeri di una pandemia, a me misteriosa, salgono di nuovo, ancora!

Capodanno non è un periodo che mi piace particolarmente, anzi percepisco sempre delle tensioni e dei malesseri. Si apre un nuovo anno presentato da aumenti di costi, nuove limitazioni alle libertà delle persone sia a livello economico che pratico che lavorativo… pensandoci bene anche in ambito medico.

Ci troviamo nel tempo moderno dei robot, delle minacce informatiche, del sopravvento politico sulla vita delle persone. Periodo di pandemia, di censura e di soppressione dei sogni, delle possibilità e dell’amore che cercano di tenere distante da abbracci e da contatti. Mi chiedo (o a volte sento) se tutto questo non sia strumentalizzato.

La solitudine che avevo prima forse è ancora di più forte e presente in questo difficile cammino moderno o per lo meno è accesa la sua percezione nonostante noi possiamo essere sempre in contatto con l’universo e le energie magiche.

È un periodo che lo stomaco mi rema contro, non sta bene nemmeno lui e con lui la mia testa è stanca.
Cambierà, questo brutto periodo cambierà in meglio, prima o poi.

L’ultimo Natale Insieme!

Questi ultimi anni sembra ci abbiano diviso più che uniti, sotto certi aspetti.
Per fortuna la sorte ha voluto che abbia ancora entrambi i miei genitori e di questo ne sono molto riconoscente.

Questo Natale 2021 sarà l’ultimo di una lunga serie che c’è stata da sempre, tutti insieme, a distanza di pochi mesi infatti mio fratello si trasferirà altrove con la sua ragazza.

Il mio augurio è quello di ritrovare un mondo più umano e meno robotico ma purtroppo, per ora, i tempi sono ancora molto duri e aspri.

Buon Natale, Buon Natale, Buon Natale!

Un periodo difficile: la perdita del focus

È un periodo difficile dove il focus dell’obbiettivo sembra perdersi mentre qualcun altro raggiunge o pianifica e realizza i suoi maligni piani.

Siamo nella società moderna, quella dei selfie e della tecnologia, del denaro, del lavoro e del controllo dove la politica esercita il suo potere.

La fame aumenta, i bisogni diventano lussi che pochi si possono permettere e le persone che vedo intorno sembrano quasi brillare di una luce impropria o sembrano essere sempre più distanti.

In un documentario la società di oggi appare con un bavaglio alla bocca: la mascherina. Riflettendoci su non è l’unico bavaglio presente visto che le voci contrarie al coro stanno venendo duramente attaccate e schiacciate.

In quel tuo mondo ed in quella tua energia c’è un universo che non vedi perché troppo preso/a dalla tecnologia o dalla mania di apparire o ancora presi dall’impegno di sopravvivere e di non essere esclusi da questo sistema.

Le persone sembrano per la maggior parte cotte a puntino, gradualmente fino a quando non riescano più a vedere al di là del loro naso, così da non trovare più la propria libertà e il proprio benessere.

Dove sono nascoste le nostre risorse? Dove si trova la nostra arte, quella migliore?
Forse c’è l’anno nascosta proprio sotto di esso: il posto più semplice da trovare ma proprio per questo il posto meno probabile in cui ci cercheremo.

Estate 2021 – Sardegna

Anche quest’anno l’estate è passata ed è arrivato il penultimo giorno qui in Sardegna.
È stata un’estate particolare, con mio padre che non è stato bene e non ha toccato il mare tutto il tempo.

Come inoltre accade negli ultimi anni, anche questa volta ho rischiato di non partire: l’anno scorso non mi sentivo bene (ansia molto forte da partenza) mentre quest’anno l’idea era che dal momento in cui la Sardegna risultava stra-piena e carica di contagi covid-19 era più sicuro e saggio restare a Torino dove la situazione mi risultava essere migliore.

Questione di pochi minuti dalla partenza e alla fine sono partito anche perché se non fosse per il mare, non potrei più nuotare facilmente in quanto le piscine sono state chiuse e hanno nuovamente chiuso ora solo a chi munito di lascia passare verde.

Quest’anno abbiamo anticipato il ritorno a casa ma d’altronde le date fissate qui in Sardegna forse avevano superato ogni record. Il rientro anticipato è un’ottima scelta anche per evitare il lascia passare verde che avrà effetto dal primo di settembre, anche per i mezzi pubblici compresi aerei e traghetti.

Percepisco malinconia e anche gioia nella partenza. Malinconia perché, sembra che con l’avvicinarsi degli ultimi giorni, la mia anima vada in contrasto tra la nostalgia del ritorno (con alcune cose belle e uniche della mia zona) e le uniche e nuove magie vissute in questa terra a contatto con la natura marina e non solo.

Ci vorrebbe uno schiocco di dita per poter tornare per qualche ora o giorno a casa e un altro schiocco di dita per ricomparire qui, al bisogno o meglio ancora al desiderio! Ad esempio per essere presenti quando la spiaggia si spopola, quando i contagi diminuiscono perché tutti i vacanzieri sono ormai rientrati. Quando magari dalla spiaggia o dal porto, fanno passaggio i delfini anche se non è una cosa abituale ma assai rara.

Del ritorno mi preoccupa un possibile nuovo lockdown oppure la routine che potrebbe diventare una prigione nella mia camera e la solitudine. Anche la cattiva compagnia però, pensandoci, potrebbe essere un problema quindi meglio soli che mal accompagnati. Mi mancherà l’emozione di nuotare con i pesci che mi girano intorno curiosi oppure con un cormorano.

L’esperienza forse più bella è stata il bagno con un labrador chiaro di 9 mesi, ma anche ieri quando ho nuotato accanto a dei grossi pescioni!
Il mare vivo fa paura ma è anche estremamente bello proprio perché è vivo e non ti senti l’unica cosa viva in acqua. Si possono fare degli incontri davvero simpatici!

Quando si chiude un’estate non so mai se potrà ripetersi così come sono abituato da anni perché tra un anno non ho la certezza che ci sarà ancora tutta la famiglia. Quest’anno poi, a partire da settembre, ci saranno dei cambiamenti importanti che mi spaventano un po’. Gli anni passano e temo non ci sia altro che accettarlo. I cambiamenti…

Bene, mentre i secondi passano la nave è sempre più vicina ad allontanarsi da una meta per avvicinarsi “alla nuova”.

Posso farcela (Hercules)

“Sentirmi un mostro” per delle cose sentite o vissute. << Figliolo, non farti abbattere dalle cose che quelli ti hanno detto>> << Ma papà, io provo ad adattarmi, dico davvero, ma non ci riesco. A volte mi sento come se non facessi parte di qui, come se dovessi fare parte di un posto diverso >>.

Hercules, Disney

Oggi mi sento così; mi sono svegliato con un medio lungo sogno che mi ha fatto sentire screditato, fallito e giudicato in una dimensione ingiusta e totalmente sbagliata per me. Mi sono svegliato con la canzone di Hercules nella testa, sentita già in questi giorni in cui l’avevo ricercata.

Per fortuna la mattina si svolge togliendomi un peso e una preoccupazione che da un problema si è trasformata in un piccolo incasso da ritirare.

Hercules – Posso Farcela (Go the Distance)

Hercules OST “Go The Distance” by Michael Bolton

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